SRG SSR

Giornata nazionale 2015

Il nostro contributo alla democrazia

La quarta Giornata nazionale della SSR è stata organizzata dalla società regionale SRG Svizra Rumantscha e si è svolta il 25 settembre 2015 a Coira. Il tema del convegno è stato il contributo della SSR alla democrazia.

Rappresentanti delle quattro regioni linguistiche e specialisti del settore hanno analizzato il modo in cui l'offerta di programmi della SSR attua il mandato democratico conferito dalla Costituzione, dal Parlamento e dal Consiglio federale. Ai sensi della Concessione rilasciata dal Consiglio federale, la SSR contribuisce alla libera formazione delle opinioni mediante un'informazione diversificata e corretta.  

Tale mandato è complesso dal punto di vista politico e culturale e deve regolarmente essere reinterpretato e veicolato. Secondo Walter Thurnherr, segretario generale del DATEC, a differenza del servizio pubblico della posta, delle telecomunicazioni o dei trasporti, il servizio pubblico dei media elettronici è più difficile da valutare. La definizione del servizio pubblico audiovisivo in Svizzera è una questione di punto di vista che richiede senso della misura. Per il DATEC, per esempio, imporre alla SSR un divieto assoluto di fare pubblicità non sarebbe sensato e comporterebbe un calo indesiderato degli introiti. D'altra parte, la SSR non dovrebbe trasformarsi neanche in un semplice content provider. Thurnherr ha sottolineato inoltre l'importanza dell'informazione locale e regionale per la formazione delle opinioni, nonostante alcune offerte della SSR necessitino di una revisione per la quale l'azienda debba affrontare la critica. La SSR contribuisce alla pluralità dei media svizzeri, che è fondamentale per il buon funzionamento di una democrazia.  

Martin Schulz, presidente del Parlamento europeo, ha evidenziato nel suo videomessaggio l'«irrinunciabilità a una radiotelevisione di diritto pubblico il cui finanziamento è assicurato». Schulz cita in proposito le parole dell'ex giudice costituzionale Dieter Grimm: «Una radiotelevisione di diritto pubblico è necessaria poiché la radiotelevisione commerciale, che vive della pubblicità e deve allineare la sua programmazione di conseguenza, non contribuisce a sufficienza alla formazione delle opinioni».  

La caporedattrice della Westdeutscher Rundfunk (WDR), Sonia Mikich, ha attirato l'attenzione sulle difficoltà dei media al giorno d'oggi. Regna un «feticismo della velocità, in virtù del quale siamo sempre meglio informati senza per questo diventare più saggi». Per Mikich, sono quindi i reportage il fiore all'occhiello del servizio pubblico radiotelevisivo, soprattutto quando si tratta di giornalismo investigativo e servizi dall'estero. «I giornalisti dovrebbero avere più ambizione di una macchina di ricerca», ha aggiunto Mikich, seppur non dimenticando la pressione sui costi cui sono esposte anche le aziende di diritto pubblico. Queste ultime possono tuttavia permettersi di fare informazione senza dover necessariamente piacere ai potenti. Dal momento che si rivolgono a tutti, fungono da collante in un periodo in cui molti preferiscono relazionarsi con coloro che condividono vedute simili. 

Con esempi alla mano tratti dall'offerta di programmi (trasmissioni su elezioni, votazioni e temi d'attualità, dibattiti, reportage), i caporedattori della SSR hanno illustrato come l'azienda riesce a svolgere appieno il suo ruolo di mediatrice tra processi democratici e pubblico. Si è discusso su quali offerte promuovano la democrazia e su come la SSR trovi nuove vie d'accesso per raggiungere il suo pubblico. In particolare, si è accennato all'app «politbox» ideata in occasione delle elezioni 2015 e destinata alla nuova generazione con lo scopo di suscitare un dibattito «dei e con i giovani ma non sui giovani».  

Alcuni rappresentanti dell'Associazione SSR hanno quindi dato un ulteriore contributo all'approfondimento della tematica, identificando le carenze e i rischi nel gestire le rivendicazioni nei confronti della SSR. Inoltre, è stato proiettato il film «Die Demokratie ist los» (letteralmente «Democrazia slegata») di Thomas Isler, che offre uno sguardo critico sugli strumenti della democrazia diretta in Svizzera.

Walter Thurnherr – La democrazia ha bisogno dei media. Ma di quali?

Walter Thurnherr è nato a Muri (AG) nel 1963. Dopo aver concluso gli studi in fisica teorica al Politecnico di Zurigo, nel 1989 entra al servizio del DFAE. Dal 1991 al 1995 lavora a Berna presso la Segreteria per la pianificazione della politica estera. Nell'ambito della presidenza dell'OSCE, rappresenta la Svizzera nella procedura di mediazione del conflitto nel Nagornij-Karabach. Dal 1997 al 1999 è collaboratore personale del Consigliere federale Flavio Cotti, e successivamente assume il ruolo di ministro della Divisione politica VI, fino alla sua nomina ad ambasciatore e capo della stessa nel maggio 2000. Dal 2003 al 2010 ricopre la carica di Segretario generale presso il Dipartimento federale dell'economia. Dal gennaio 2011 Walter Thurnherr è Segretario generale del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC).

Martin Schulz – Senza media niente democrazia

Martin Schulz è nato nel 1955 a Hehlrath, una località della Germania situata vicino alla frontiera con i Paesi Bassi e il Belgio. Conclusa la scuola dell'obbligo, segue un apprendistato di libraio. A 19 anni aderisce al Partito Socialdemocratico di Germania (SPD). A 31 anni è nominato sindaco della sua città, Würselen, diventando così il più giovane a rivestire una simile carica nella Renania Settentrionale-Vestfalia. Dal 1994 al 2012 è deputato al Parlamento europeo e siede in diverse commissioni, come quella per i diritti umani e successivamente quella per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni. Dal gennaio 2012 è Presidente del Parlamento europeo (riconfermato il 1° luglio 2014). Nel 2015 Martin Schulz è stato insignito del Premio Carlo Magno.

Sonia Seymour Mikich – Produttori dei media e democrazia. Esperienze, aspettative, speranze!

Nata a Oxford nel 1951, Sonia Seymour Mikich è cresciuta a Londra. Dopo aver studiato politologia, sociologia e filosofia all'Università tecnica di Aquisgrana (RWTH), nella Renania Settentrionale-Vestfalia, dal 1992 lavora come corrispondente per la Westdeutscher Rundfunk (WDR), inizialmente a Mosca e poi, dal 1998, a Parigi quale responsabile degli studi locali dell'ARD. Dal 2002 al 2012 dirige la redazione della rivista politica dell'ARD «Monitor» e il gruppo di programmazione «Inland Fernsehen» della WDR. Dall'inizio del 2014 è caporedattrice della WDR. Nel 1998 è stata insignita dell'Ordine al merito di Germania, mentre nel 2012 la rivista settoriale «Medium Magazin» l'ha nominata giornalista politica dell'anno.

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